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Ecco perché è stata bocciata la legge sugli stadi

il Parlamento Italiano

Se da un lato si considera che il nostro Paese paga ancora, con oltre 50 milioni all'anno, i mutui accesi per il disastroso mondiale di Italia '90, (leggi anche: Italia 90, una voragine tutta italiana e Italia 90: errori, sprechi ed opere incompiute) per il quale alcuni ipotizzano siano stati spesi oltre 6 miliardi di Euro, è facile capire il motivo per cui una ipotetica nuova legge sugli stadi sia al momento una questione sulla quale la politica si divide.
 
"Una norma pessima, regalo a pochi grandi speculatori pronti ad una cementificazione senza regole e limiti". Con queste parole durissime è stato definito il testo responto dal Senato dagli Onorevoli Francesco Ferrante, Raffaele Ranucci e Roberto Della Seta del Partito Democratico.
 
Eppure loro stessi si sono detti consapevoli della necessità di avere impianti più moderni. "Noi per primi vorremmo stadi più moderni e sicuri, ma questo non ha nulla a che fare con il testo in discussione, che avrebbe consentito ad alcuni di costruire quartieri fuori dalle regole e dalle previsioni urbanistiche".
 
Ciò che ha convinto, nel dicembre 2012, a bocciare questa legge i parlamentari sono stati alcuni passaggi del testo, in particolare relativa alla costruzione dei cosiddetti "impianti multinfuzionali".
Il problema principale è che nella legge non sarebbe previsto alcun limite sulla proporzione delle strutture esterne allo stadio. Così, per estremizzare, ci si potrebbero ritrovare aree commerciali enormi attorno ad impianti con capienze di poche centinaia di persone. Gli edifici, poi, potrebbero non solo essere commerciali e direzionali, ma anche residenziali.
 

Costruzione dei nuovi stadi

Il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini è stato tra gli osteggiatori della legge. "E' una manna dal cielo per i costruttori ed una sciagura per i cittadini", ha spiega in un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. "Per stravolgere il profilo urbanistico delle città d'Italia basterà un piccolo impianto di poche migliaia di persone per godere dei vantaggi della nuova legge".
 
Per la precisione basterà costruire un impianto da 4.000 posti: soglia minima per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge.

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