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Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna: il confronto

San Paolo di Napoli

All'interno del Report Calcio 2012 della FIGC (che potete scaricare all'interno dell'area risorse di questo sito) basato sulla stagione 2010/2011, si ammoniva circa la vetustà dei nostri impianti sportivi.
Nella parte dedicata all'impiantistica, infatti, dal poco confortante dato sul riempimento medio degli stadi italiani, come per esempio il modesto 30% del Bentegodi di Verona, si va ad una nota, che sottolinea l'età media degli impianti italiani: 60 anni.
In parole povere significa che in Italia gli impianti sono del primissimo dopoguerra. Tuttavia, il titolo di stadio più vecchio d'Italia spetta al Luigi Ferraris di Genova che, concepito nel 1909, compie quest'anno i suoi 104 anni. Va detto, comunque, che il Ferraris è forse uno degli impianti mediamente più moderni d'Italia come concezione, anche per via dei restauri che lo hanno accompagnato nel corso del tempo.
Discorso totalmente diverso può essere fatto per il secondo stadio più vecchio d'Itaia: l'Ennio Tardini di Parma. Concepito nel 1923 e con diversi problemi strutturali, lo stadio dei gialloblu compie quest'anno il suo novantesimo compleanno.

 
L'analisi italiana: stadi settantenni. Ultimo restyling per Italia 90.
 

Stadio Ennio Tardini

Da un'analisi del concepimento degli impianti calcistici italiani, infatti, emerge che l'anno medio di costruzione di questi stadi risale al 1943. Questo significa che gli stadi dell'attuale Serie A hanno mediamente 70 anni.
L'unico stadio italiano ad esser stato concepito in questo millenio è anche il più moderno: lo Juventus Stadium, concepito nel 2009 ed inaugurato nel 2011 è in assoluto il più giovane, seguito a distanza di quindici anni dal Mapei Stadium di Reggio Emilia, anche questo il primo ad esser stato realizzato da privati, ma finito poi tra le proprietà del Tribunale Fallimentare di Reggio Emilia a causa del fallimento della società che lo gestiva. 
La capienza media degli stadi italiani, come sottolinea anche il Report Calcio 2012 della FIGC, è di 42.503 posti. Il più capiente è senza ombra di dubbio il Giuseppe Meazza di Milano con i suoi 81.277 posti, seguito dall'Olimpico di Roma (di proprietà del CONI) con 73.261.

Armando Picchi di Livorno

In generale l'impianto più piccolo di questa Serie A sarà quello di Livorno: l'Armando Picchi, infatti, può contenere solamente 22.238 spettatori ed è stato concepito nel 1933.
Ciò che non sorprende, invece, è l'età media delle ristrutturazioni degli impianti italiani. Mediamente, infatti, l'ultimo intervento significativo apportato alle strutture italiane risale al 1990, vale a dire in occasione dei mondiali di Italia 90.
 

Il primo concorrente: la Spagna.

Estadio Mestalla

Sono solo 9 gli anni che separano il nostro paese da quello Iberico. L'anno medio di restauro degli stadi spagnoli che ospitano la Liga, infatti, è il 2000. 
La loro capienza media, invece, è persino inferiore a quella italiana di qualche migliaio di posti, e si ferma a 40.362.
Ma le note meno dolenti terminano qui. L'analisi infatti consegna alla Spagna degli stadi concepiti mediamente nel 1967, vale a dire con un'età media di 46 anni. In assoluto, lo stadio concepito in epoca più remota sono quelli di Valencia e Villareal risalenti al 1923. Ma il Mestalla ha subito un restauro importante nel 1973, mentre El Madrigal di Villareal nel 2005. 
Infine, se in Italia avere uno stadio di proprietà è una chimera, in Spagna funziona al contrario. Sono solamente nove gli stadi di proprietà comunale (Almeria, Atletico Madrid, Celta Vigo, Getafe, Granada, Malaga, Rayo Vallecano, Real Sociedad e Real Valladolid), mentre tutti gli altri appartengono alle rispettive società.

Non troppo distanti, ma sempre avanti: la Francia.
Parc Des PrincesIl Paese transalpino ospiterà i prossimi europei di calcio del 2016 (leggi Euro 2016: gli impianti francesi) e grazie a questo potrà contare su quattro nuove strutture sportive, oltre a poter ammodernare quelli già esistenti.
 
 
Tuttavia, il campionato francese per certi versi è analogo a quello italiano. In primis per via della proprietà pubblica degli impianti: sono solamente 2 su 20 quelli di proprietà dei club o privata come il Lille Metropole (che verrà sostituito, però, dallo Stade Pierre Mauroy di proprietà pubblica) ed il Francois Coty di proprietà dell'AC Ajaccio.
Tutti gli altri sono di proprietà pubblica e la loro costruzione risale, mediamente, al 1959. D'altro canto, però, l'età media dei restauri eseguiti li fa arrivare al 2001 ed, in questo senso, lo stadio in assoluto più vecchio (per quanto ne sappiamo) risulta essere il Parc Des Princes di Parigi, che è stato concepito nel 1972 e da allora non ha subito interventi di grande rilevanza. 
I francesi, però, non brillano con le capienze. Infatti la capacità media degli stadi è di pochissimo superiore ai 30.000 posti.

Tradizione e modernità: l'Inghilterra.

KC Stadium - Hull

Oltremanica con gli stadi ci sanno fare. Sono stati costretti dall'ondata di violenza degli anni ottanta e novanta. Ma il paese di Sua Maestà ha saputo sfruttare ciò che già esisteva, mantenendo gli impianti aggiornati e funzionali.
I numeri della Premier League vanno analizzati attentamente, perchè rendono l'idea di quanto non sia sempre necessario costruire qualcosa di nuovo.
L'anno nel quale, mediamente, sono stati concepiti gli stadi inglesi è il 1941. Qui, però, incide e non poco la presenza di sei stadi costruiti nel nuovo millennio, ovvero: Emirates Stadium (2006), Cardiff City Stadium (2009), KC Stadium (2002), Etihad Stadium (2002), St Mary's Stadium (2001) e Liberty Stadium (2003). Senza questi sei "giovanotti", l'età media delle restanti strutture delle altre quattordici formazioni di Premier League sarebbe del 1914: vicina ai cent'anni!

Stamford Bridge

Tuttavia, come dicevamo, nel rispetto della tradizione la Gran Bretagna ha saputo modernizzare le proprie strutture, ecco quindi che se andiamo a scorrere l'anno medio dell'ultima ristrutturazione rilevante subita da tutti i campi inglesi scopriamo che l'anno è il 2003 e che, in assoluto, quello che da più anni non subisce lifting è lo Stamford Bridge, concepito nel 1876 e restaurato nel 1990.
Un'altro dato importante riguarda la proprietà: sono solamente due gli impianti di proprietà pubblica: il KC Stadium di Hull e l'Etihad Stadium del Manchester City*. L'ultimo ad essere passato dalle mani comunali a quelle del proprio club è stato il Britannia Stadium, riscattato dallo Stoke City FC nel 2007. La capienza media degli stadi inglesi, infine, è di 38.211 posti.
 
* I dati relativi alla proprietà degli stadi di Norwich City e Southampton non sono stati comunicati dai club.
 

Avanti anni luce: la Germania.

Eintracht Stadion

In Germania le cose le fanno per bene. Così, il paese teutonico strapazza tutte le nazioni appena prese in esame. Se da un lato, infatti, l'età media di concepimento degli stadi tedeschi risale al 1967, dall'altro l'ultimo intervento rilevante effettuatovi è del 2006, con una capienza media di circa 47.200 spettatori. A questo si aggiunge, infine, il dato importante riguardante la proprietà degli stadi: solamente 4 su 18 sono in mano pubblica e sono quelli dei club di Braunschweig, Friburgo, Hertha Berlino e Norimberga. Tutti gli altri 14 sono di proprietà degli stessi club o di privati riconducibili alle società stesse.
 
 

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Commenti   

 
#3 Guest 2015-10-16 09:44
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#2 Guest 2015-06-15 16:38
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#1 Guest 2015-01-20 10:10
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