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Modello inglese? O forse civilità?

Modello inglese: come hanno fatto?Lo chiamano modello inglese, non si riferisce ad uno stadio, o meglio è una definizione ben più ampia. Abbraccia gli stadi ed arriva fino alle tifoserie, ovvero ai protagonisti fuori dal campo. Definire quello inglese un modello, però, a noi appare sbagliato.

Appare sbagliato principalmente perché quello inglese non è un modello a se stante, ma semplicemente dovrebbe essere chiamato civiltà. Ecco, partiamo dal presupposto che le tifoserie italiane sono ancora qualche gradino sotto a quelle estere in fatto di civiltà (quantomeno a casa propria). Pensiamo anche alle misure che sono state poi prese oltremanica.

L'evidenza è che in Inghilterra non si sono bloccate le partite a causa dei violenti: si sono bloccati i violenti negli stadi. Punto.
Questo ha fatto si che ora in Inghilterra prevenzione e repressione contro gli hooligans hanno trasformato le partite in spettacoli per famiglie; non a caso gli inglesi giocano a Santo Stefano, il primo dell'anno e il lunedì di Pasqua. Eppure la violenza negli stadi britannici era una consuetudine fino a qualche decennio fa.

Il Franchi di Firenze desolatamente vuotoCome hanno fatto? Dopo la tragedia dell'Heysel il Governo Inglese pretese che negli stadi venissero aboliti i posti in piedi e questi si dotarono di impianti a circuito chiuso per la sorveglianza degli spalti.
Ma in un certo senso questo è ciò che è avvenuto anche in Italia. La differenza principale dunque sembra essere l'applicazione delle pene nei confronti dei violenti: in Inghilterra si può essere arrestati anche per un 'semplice' coro razzista. E' facile che un addetto alla sicurezza (steward) accompagni fuori un supporters troppo esagitato.

Le immagini consuetudinarie degli stadi italiani del decennio passato vedevano spesso panchine simili a quelle utilizzate oggi per i giocatori stracolme di poliziotti e carabinieri. In Inghilterra la polizia rimane fuori dallo stadio (intervengono se si verificano incidenti).


Il problema, semmai, è all'estero. Qui i tifosi inglesi non devono sottostare alle severe leggi del loro Paese.
La soluzione a questo l'ha trovata Tony Blair, che dopo  gli Europei di Belgio e Olanda promulgò il "Football Disorder Act": una serie di leggi che ha conferito poteri importanti alle forze dell'ordine, che possono ritirare il passaporto ai tifosi sospetti fino a qualche giorno prima di una gara internazionale.

 

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